Catania ( giovedì, 15 gennaio 2026)– Un residuato bellico risalente alla Seconda guerra mondiale è riemerso nel territorio di Bronte a oltre ottant’anni dal conflitto. Il ritrovamento è avvenuto in contrada San Nicola, durante alcuni interventi per la posa interrata di un serbatoio idrico, quando un mezzo meccanico ha intercettato un ordigno inesploso.
di Marika Ballarò
Le verifiche effettuate dal 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo hanno consentito di identificare la bomba come una GP AN-M57 di produzione statunitense, del peso di 250 libbre, lunga circa 93 centimetri e contenente 68 chilogrammi di esplosivo ad alto potenziale. L’ordigno presenta il sistema di innesco anteriore ancora armato, circostanza che ha reso necessario l’immediato avvio di articolate misure di sicurezza, come comunicato dall’amministrazione comunale.
Il disinnesco è programmato per la mattinata di domenica 18 gennaio. Il coordinamento dell’intero dispositivo è affidato alla Prefettura di Catania, con l’obiettivo di tutelare l’incolumità pubblica. L’utilizzo di una speciale camera di espansione, predisposta dagli artificieri dell’Esercito, consentirà di contenere l’area di evacuazione obbligatoria entro un raggio di 334 metri.
Il piano operativo entrerà in funzione alle prime luci di domenica 18 gennaio. A partire dalle ore 7 scatteranno le operazioni di sgombero che coinvolgeranno circa 800 abitanti della zona bassa di Bronte, ai quali sarà richiesto di lasciare le abitazioni con le finestre aperte. È stata individuata un’area di accoglienza nei pressi del plesso scolastico Sciarotta.
«Rivolgo un appello a tutti i cittadini affinché collaborino e seguano scrupolosamente le indicazioni e gli orari stabiliti», ha dichiarato il sindaco Pino Firrarello. «Siamo consapevoli dei disagi, ma la tutela della sicurezza resta la nostra priorità. Grazie alla competenza del Genio militare, al lavoro della Prefettura, dell’Ufficio tecnico comunale e della Polizia municipale, riusciremo a restituire tranquillità alla contrada San Nicola. Bronte ha già saputo superare le ferite della guerra e affronterà con senso di responsabilità anche questa delicata fase di bonifica».
Per garantire la massima sicurezza, la Polizia municipale predisporrà undici varchi stradali completamente interdetti al traffico veicolare e pedonale fino al termine delle operazioni. Dopo la rimozione delle spolette sul luogo del ritrovamento, il corpo dell’ordigno verrà trasferito sotto scorta in una cava del territorio di Randazzo, dove sarà fatto brillare in sicurezza. Solo al termine di queste operazioni sarà consentito il rientro nelle abitazioni, chiudendo definitivamente una pagina di storia rimasta per decenni un potenziale pericolo.
Last modified: Gennaio 20, 2026

