Catania– Dopo quattro giorni di confronto ininterrotto, Fim, Fiom, Uilm e Federmeccanica-Assistal hanno raggiunto l’intesa per il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici. L’accordo prevede un aumento complessivo di 205 euro sui minimi contrattuali del livello medio C3, distribuito nell’arco di quattro anni, un risultato che i sindacati considerano fondamentale perché rafforza la struttura economica del contratto e assicura una reale tutela dei salari dall’impatto dell’inflazione.
di Marika Ballarò
Il nuovo testo introduce anche una fase di sperimentazione dedicata alla possibile riduzione dell’orario di lavoro, affidata a una commissione specifica che dovrà valutarne modalità e fattibilità. Allo stesso tempo vengono introdotte misure mirate a contrastare la precarietà, stabilendo percentuali obbligatorie di stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato e collegando le proroghe oltre i dodici mesi alla presenza di precise causali. Un passaggio ritenuto significativo soprattutto perché in controtendenza rispetto agli orientamenti legislativi degli ultimi anni.
Grande attenzione è rivolta anche ai lavoratori in staff leasing: per loro, il nuovo contratto riconosce il diritto a essere assunti stabilmente dall’azienda dopo quarantotto mesi di missione continuativa. Con questa intesa, il settore compie un passo avanti non solo sul piano salariale ma anche su quello della qualità del lavoro, introducendo strumenti che mirano a ridurre l’instabilità e a rendere più trasparente e regolato l’accesso all’occupazione.
Last modified: Novembre 23, 2025

