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Truffa sui fondi agricoli: sequestri per oltre 450 mila euro a quattro imprenditori nel Catanese

Catania ( martedì, 13 gennaio 2026)– La mancata attivazione del cosiddetto “codice pascolo” avrebbe consentito di aggirare i controlli sulla reale movimentazione degli animali, rendendo possibile una frode ai danni dei finanziamenti destinati all’agricoltura, sia a livello europeo che nazionale. È proprio l’assenza di questa procedura di tracciabilità ad aver fatto emergere un sistema illecito legato alla gestione del bestiame.

di Marika Ballarò

L’indagine coinvolge quattro imprenditori agricoli, per i quali il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Europea, ha disposto un sequestro preventivo per un importo complessivo superiore a 454 mila euro. Il provvedimento, eseguito dai carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Messina, ha interessato somme di denaro, conti correnti, immobili, titoli e altri beni ritenuti riconducibili al profitto dei reati ipotizzati.

Dalle verifiche investigative è emerso che gli indagati avrebbero dichiarato di svolgere attività di pascolamento su terreni concessi dall’Azienda Speciale Silvo Pastorale di Troina. In realtà, secondo quanto accertato, gli animali non sarebbero mai stati trasferiti e sarebbero rimasti stabilmente all’interno delle rispettive aziende. L’omissione del codice pascolo avrebbe così impedito ai servizi veterinari di effettuare i controlli previsti, aggirando le disposizioni normative vigenti.

Il sequestro più rilevante riguarda M.T.L., 36 anni, residente a Cesarò, legale rappresentante della propria azienda agricola, per un importo pari a 247 mila euro. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe dichiarato attività di pascolo su terreni lontani dalle strutture aziendali, senza che tali spostamenti avvenissero realmente. È assistita dall’avvocato Nino Cacia.

Segue V.V.L., 58 anni, di Bronte, anch’egli titolare di un’impresa agricola, nei cui confronti è stato disposto un sequestro di 126 mila euro. Anche in questo caso, il bestiame sarebbe rimasto concentrato negli stabilimenti aziendali, nonostante le dichiarazioni di utilizzo di appezzamenti situati a diversi chilometri di distanza.

Coinvolti inoltre due imprenditori più giovani: S.D.P., 32 anni, di Troina, per il quale il sequestro ammonta a 58 mila euro, e S.B., 31 anni, di Cesarò, destinatario di un provvedimento da 22 mila euro. Entrambi avrebbero attestato in modo non veritiero lo spostamento degli animali su terreni differenti da quelli effettivamente utilizzati, eludendo così i controlli sanitari demandati ai veterinari dell’Asp di Messina – Distretto di Taormina.

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Last modified: Gennaio 19, 2026
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