Catania ( giovedì, 15 gennaio 2026)– In provincia di Catania l’età media continua ad aumentare, ma la rete dei servizi non segue lo stesso passo. A crescere è la fragilità degli anziani, mentre l’applicazione della legge 33 sull’assistenza alle persone non autosufficienti appare bloccata, come un cantiere mai davvero avviato.
di Marika Ballarò
A sollevare la questione sono Giuseppina Rotella (Spi Cgil), Giacomo Giuliano (Fnp Cisl) e Maria Pia Castiglione (Uil Pensionati), segretari generali delle federazioni dei pensionati di Catania. I tre dirigenti sindacali intervengono anche in merito alle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, rilasciate proprio sul tema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti.
«Questa riforma – sottolineano – è stata pensata e portata avanti senza un confronto reale con chi rappresenta decine di migliaia di anziani e le loro famiglie». Pur riconoscendo al presidente della Regione il merito di aver affrontato pubblicamente un argomento «sensibile, attuale e di grande rilievo sociale», Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati manifestano «serie preoccupazioni». A loro giudizio si tratta di una riforma imposta dall’alto, costruita coinvolgendo un numero ristretto di soggetti e senza una vera partecipazione dei territori né di chi, da anni, opera attraverso la contrattazione sociale a tutela della popolazione anziana.
«Non ci troviamo di fronte a semplici rallentamenti burocratici – proseguono – ma a una precisa scelta politica: rinviare, rimandare, evitare decisioni mentre l’emergenza cresce quotidianamente sulla pelle degli anziani fragili e dei loro caregiver». Se la Regione, chiamata a dare attuazione alla legge nazionale, non aprirà subito un confronto autentico con le organizzazioni rappresentative, avvertono i sindacati, «questa riforma rischia di diventare l’ennesima promessa disattesa».
Last modified: Gennaio 19, 2026

