Catania ( martedì, 27 gennaio 2026)– Arrivano le prime sentenze nel processo “Università bandita”, l’inchiesta della Digos che ha messo sotto accusa il sistema dei concorsi universitari, ritenuti in diversi casi manipolati e pilotati. Davanti al Tribunale di Catania erano finiti 51 imputati: per loro la Procura aveva chiesto 39 condanne e 12 assoluzioni.
di Marika Ballarò
La seconda sezione penale, presieduta da Enza De Pasquale, ha emesso la sentenza di primo grado condannando sei imputati. La pena più severa è stata inflitta all’ex rettore dell’Università di Catania, Francesco Basile, condannato a cinque anni di reclusione per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, previsto dall’articolo 319-quater del codice penale.
Due anni di reclusione sono stati inflitti a Filippo Drago. Stessa pena anche per Antonio Giuseppe Biondi, Marcello Angelo Alfredo Donati e Marco Montorsi. Giuseppe Maria Pappalardo è stato invece condannato a otto mesi di reclusione.
Per tutti i condannati, ad eccezione di Basile, il tribunale ha disposto la sospensione condizionale della pena per cinque anni. Nei confronti dell’ex rettore è stata inoltre decretata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, oltre all’interdizione legale per la durata della pena. Per alcuni capi d’accusa, sia Basile sia Drago sono stati assolti.
La sentenza rappresenta un primo punto fermo in un’inchiesta che ha scosso profondamente l’ateneo catanese e il mondo accademico nazionale.
Last modified: Gennaio 29, 2026

