Catania (mercoledì, 10 settembre 2025)– Mattinata di tensione a Catania, dove i dipendenti del call center Mics di Motta Sant’Anastasia hanno manifestato davanti alla sede Enel di viale Ulisse.
di Marika Ballarò
La protesta è stata accompagnata dall’invio di una lettera formale da parte dei sindacati Slc-Cgil e Uilcom-Uil, indirizzata al Ministero del Lavoro, al Mimit, a Enel e alle sigle sindacali nazionali.
Al centro della vertenza ci sono i ritardi nei pagamenti e la preoccupazione per oltre 200 posti di lavoro. I sindacati denunciano una gestione aziendale problematica da parte della nuova proprietà, a oltre un anno dall’acquisizione del call center: lo stipendio di luglio non è stato ancora corrisposto a tutti i lavoratori e si segnalano anche mancati versamenti contributivi e promesse non mantenute sui piani di incentivo all’esodo.
L’accordo firmato ad aprile, che prevedeva l’uscita volontaria di 20 dipendenti con incentivo e TFR rateizzato, risulta ancora disatteso. Nessuna delle rate previste è stata erogata, sebbene gli accordi abbiano pieno valore legale.
I sindacati parlano inoltre di “modalità discriminatorie” nei pagamenti, effettuati a rate e senza criteri trasparenti. A rendere ancora più critica la situazione è la recente comunicazione della cessione del ramo d’azienda legato alla commessa Enel alla Textron Hd srl, una società costituita lo scorso 14 agosto, con capitale sociale limitato e legami diretti con la famiglia Salmoiraghi, ex proprietaria di Mics.
Secondo le organizzazioni sindacali, si tratterebbe di un’operazione priva di fondamento industriale, che potrebbe nascondere un tentativo di smantellamento dell’azienda e di aggirare la clausola sociale prevista per i cambi di appalto.
Le richieste inviate al Governo e a Enel sono chiare: bloccare immediatamente la cessione alla Textron, salvare i posti di lavoro e convocare un tavolo istituzionale per garantire la continuità produttiva e occupazionale sul territorio.
La vertenza Mics, denunciano i sindacati, è solo l’ultimo esempio delle difficoltà strutturali che colpiscono il tessuto economico siciliano. Nella lettera inviata alle istituzioni si parla senza mezzi termini di “ennesimo stupro al territorio”, chiedendo un intervento urgente per evitare l’ennesima emergenza sociale.
Last modified: Settembre 13, 2025

