Catania ( venerdì, 30 gennaio 2026)– Da area marginale a protagonista della crescita nazionale. La Sicilia cambia passo e si afferma come una delle regioni più dinamiche d’Italia nel periodo successivo alla pandemia. Tra il 2019 e il 2024 l’economia isolana ha registrato un aumento del Pil pari al 9,3%, un risultato che supera nettamente la media nazionale (+5,8%) e mette alle spalle anche regioni storicamente trainanti come Lombardia (+8,3%) e Veneto (+3,9%). È quanto emerge dal Rapporto Act Tank Sicilia 2025, presentato ad Aci Castello, al Grand Hotel Baia Verde, da BAPS e TEHA Group.
di Marika Ballarò
I dati, illustrati da Cetti Lauteta, partner di The European House-Ambrosetti e responsabile della Practice Scenario Sud di TEHA Group, restituiscono un quadro macroeconomico particolarmente significativo: la Sicilia figura tra le realtà che hanno performato meglio nel Paese e conquista il primo posto per crescita del tasso di occupazione rispetto al 2019, con un incremento di 5,6 punti percentuali. A sostenere questo andamento contribuisce anche l’impennata degli investimenti fissi lordi, aumentati del 67,4% tra il 2019 e il 2023, ben al di sopra della media italiana, ferma al 48,4%.
In questo contesto si inserisce il ruolo di BAPS, che rafforza la propria funzione di attore strategico per lo sviluppo regionale. Attraverso la Fondazione e il Centro Studi, l’istituto non si limita al supporto finanziario ma promuove visione e progettualità. «I numeri dimostrano che la Sicilia ha tutte le carte in regola per guidare comparti strategici come l’energia e l’economia del mare», ha evidenziato il presidente di BAPS, Arturo Schininà. Un settore, quest’ultimo, che vede l’Isola seconda in Italia per volumi di merci movimentate nei porti (68,7 milioni di tonnellate) e sesta per incidenza del valore aggiunto, pari al 6%. «Come banca radicata nel territorio – ha aggiunto – sentiamo il dovere di accompagnare questa trasformazione affinché i dati economici si traducano in benefici reali per imprese e famiglie».
Il Rapporto mette però in luce anche una criticità strutturale. Nonostante la Sicilia sia la seconda regione più giovane del Paese, con il 16% della popolazione tra i 15 e i 29 anni, continua a perdere capitale umano. Negli ultimi vent’anni il saldo demografico negativo ha superato le 281mila unità, un numero equivalente all’intera popolazione di una grande città come Catania. «Siamo un territorio ricco di iniziativa e imprenditorialità giovanile, ma incapace di trattenere i talenti», ha sottolineato l’amministratore delegato di BAPS, Saverio Continella. «La sfida è creare un contesto in cui investire in Sicilia non sia un rischio, ma una scelta naturale. Abbiamo settori competitivi e potenzialità elevate: ora serve accelerare sull’attuazione delle politiche di sviluppo. Il 2026 dovrà essere l’anno del consolidamento e della rapidità decisionale».
Last modified: Gennaio 31, 2026

