Catania ( giovedì, 2 ottobre 2025)– La possibilità di anticipare chi svilupperà un carcinoma mammario invasivo potrebbe cambiare radicalmente l’approccio terapeutico per molte donne. Una ricerca condotta dal King’s College di Londra ha dimostrato come un esame genetico possa aiutare a distinguere i tumori destinati a diventare invasivi da quelli che rimarranno non invasivi. Per la prima volta, è stata trovata una relazione significativa tra il punteggio di rischio genetico e la probabilità che un carcinoma in situ si trasformi in una forma aggressiva.
di Marika Ballarò
La ricercatrice principale, Jasmine Timbres, ha definito questi risultati come un progresso importante, sottolineando l’importanza di poter prevedere l’evoluzione della malattia per offrire trattamenti più mirati. Timbres ha inoltre evidenziato come questo punteggio genetico potrebbe evitare terapie inutilmente invasive, riducendo l’impatto fisico e psicologico sulle pazienti. Lo studio, pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention e finanziato dall’organizzazione Breast Cancer Now, apre la strada a un percorso di cura più personalizzato. In un periodo in cui le diagnosi precoci sono in aumento grazie allo screening, riuscire a identificare con precisione le donne a rischio reale di sviluppare tumori invasivi potrebbe limitare i trattamenti eccessivi e migliorare la qualità di vita delle pazienti.
Last modified: Ottobre 2, 2025

