Scritto da 9:08 am Catania, Attualità, Top News

Un passo significativo per chi è senza dimora

Catania ( venerdì, 6 marzo 2026)– Il Comune di Catania compie un passo significativo nel contrasto alla grave emarginazione adulta con l’istituzione di un Tavolo Tecnico Interistituzionale permanente dedicato alle persone senza dimora. La decisione è stata approvata dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora ai Servizi sociali Serena Spoto e punta a riorganizzare in modo strutturato gli interventi rivolti a chi vive in condizioni di estrema marginalità.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di superare un approccio spesso caratterizzato da interventi sporadici e legati all’emergenza. Con il nuovo organismo, infatti, si intende creare un sistema stabile di coordinamento tra le principali istituzioni coinvolte nella gestione del fenomeno. Al Tavolo parteciperanno Comune, Asp, Dipartimento di Salute Mentale, rete ospedaliera, Questura e Polizia locale, chiamati a lavorare con protocolli condivisi e strategie comuni.

di Marika Ballarò

Uno dei punti centrali del progetto riguarda proprio il miglioramento del coordinamento tra i diversi enti. L’obiettivo è evitare frammentazioni nelle azioni e garantire una programmazione unitaria degli interventi, così da ridurre sovrapposizioni, sprechi di risorse e risposte inefficaci ai bisogni delle persone più fragili.

Un’altra direttrice strategica riguarda il potenziamento della conoscenza del fenomeno. Attraverso lo scambio costante di informazioni tra gli enti coinvolti sarà possibile sviluppare un monitoraggio più preciso della presenza di persone senza dimora nelle varie aree della città. Questo consentirà di disporre di dati aggiornati sulla consistenza numerica, sulle condizioni socio-sanitarie e sulla distribuzione territoriale della popolazione in grave marginalità, elemento fondamentale per programmare interventi mirati.

Il piano prevede anche la creazione di una Rete territoriale anti-emarginazione, che coinvolgerà il Terzo settore e le organizzazioni già attive sul territorio. Attraverso un avviso pubblico di manifestazione di interesse, associazioni, cooperative e altri soggetti potranno aderire al sistema, contribuendo con la propria esperienza a rafforzare la rete di servizi e a costruire una collaborazione stabile tra pubblico e privato sociale.

Un ulteriore obiettivo del Tavolo è migliorare la rapidità e la coerenza delle risposte nei casi più complessi. Le competenze sociali, sanitarie, psichiatriche, giudiziarie e di sicurezza pubblica saranno integrate attraverso protocolli operativi condivisi, che definiranno ruoli, responsabilità e procedure per affrontare le situazioni più frequenti. In questo modo si vuole evitare che le persone in difficoltà vengano indirizzate da un servizio all’altro senza trovare soluzioni concrete.

L’ultimo asse strategico guarda invece al lungo periodo. L’intenzione è superare la logica degli interventi emergenziali, spesso legati ai mesi invernali, e sviluppare percorsi strutturati di reinserimento sociale e lavorativo. L’obiettivo è restituire autonomia e dignità alle persone in difficoltà, con effetti positivi anche sul decoro urbano e sull’efficienza dei servizi cittadini.

“Non si tratta di un semplice atto amministrativo – ha spiegato l’assessora Serena Spoto – ma di una scelta politica chiara che parte dal principio che la dignità delle persone è una responsabilità collettiva. Per troppo tempo la grave emarginazione è stata affrontata con interventi separati e non coordinati. Con il Tavolo Tecnico permanente vogliamo costruire una cabina di regia capace di unire competenze diverse e garantire risposte tempestive e adeguate”.

Alla definizione operativa del progetto hanno contribuito anche la direttrice Lucia Leonardi e la responsabile organizzativa Marcella Signorelli, che hanno collaborato alla traduzione dell’indirizzo politico in procedure concrete.

Tra i compiti, ci sarà inoltre la preparazione di un nuovo Protocollo d’intesa tra gli enti coinvolti. Il documento dovrà definire procedure condivise su questioni cruciali, come l’iscrizione anagrafica tramite indirizzo fittizio – strumento che consente alle persone senza dimora di accedere ai diritti fondamentali – le dimissioni ospedaliere protette per evitare il ritorno immediato in strada dopo le cure, e la tutela psichiatrica e legale per le persone con gravi fragilità mentali.

Con questa iniziativa, l’amministrazione comunale punta quindi a costruire un sistema più organizzato e stabile per affrontare una delle questioni sociali più complesse delle grandi città, mettendo al centro la collaborazione tra istituzioni e il sostegno concreto alle persone più vulnerabili.

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Last modified: Marzo 9, 2026
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